venerdì 22 aprile 2011

Giornata della Terra, il pianeta in festa. A Roma concerto con Carmen Consoli e Patti Smith.

La 41ma Giornata mondiale della Terra, indetta dalle Nazioni Unite per venerdì 22 aprile, si festeggia in Italia con le iniziative programmate da Earth Day Italia. Moltissime le manifestazioni anche nel nostro Paese, la più importante sarà a Roma con il concerto «a impatto zero» al Galoppatoio di Villa Borghese del 20 aprile. Sul palco si esibiranno Carmen Consoli e Patti Smith. Le emissioni di circa 330 tonnellate di anidride carbonica generate dall'evento saranno compensate contribuendo alla creazione e alla tutela di oltre 7 ettari di foreste in Costarica grazie al progetto Impatto Zero di LifeGate. A Roma le emissioni prodotte verranno compensate anche dalla posa di circa 7 mila piante nell'area di Monte Cucco.
RIFLESSIONE - A parte le foreste, lo tsunami in Giappone e l'emergenza nucleare quest'anno impongono una seria riflessione sulle fonti energetiche e in particolare l'energia atomica. «A volte anche produrre risorse energetiche può essere dannoso e pericolosissimo, come l'esperienza giapponese di questi giorni ci insegna», ha dichiarato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, in un messaggio inviato agli organizzatori dell'Earth Day 2011. «L'ecologia si è imposta come priorità assoluta nell'agenda di ogni società già da tempo, ma l'attualità ancora una volta la rende un'emergenza».
OBIETTIVI - Tra gli obiettivi internazionali di quest'anno c'è la realizzazione di un miliardo di «azioni verdi» entro l'inizio del vertice Onu sullo sviluppo sostenibile previsto a Rio de Janeiro nel 2012. Si tratta di compiere anche solo un gesto a vantaggio dell'ambiente, come l'utilizzo dell'acqua corrente al posto di quella in bottiglia, andare al lavoro in bicicletta o con i mezzi pubblici invece di fare il percorso in auto, la sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a maggiore efficienza, la spesa con la borsa di tela al posto di quella di plastica. Piccoli cose che sommate tutte insieme possono essere significative. L'importanza è la consapevolezza di vivere in un pianeta interconnesso, e quindi il piccolo gesto che sembra inutile e senza conseguenze può avere importanti ripercussioni se unito a milioni di altri. È forse questo il vero significato della Giornata della Terra.

sabato 16 aprile 2011

Matrimoni eco nel rispetto dell’ambiente

Ecco una notizia che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa: le partecipazioni che possono sbocciare! Detto cssì sembra una cosa un pò inverosimile, ci si potrebbe non credere invece è vero.
Le partecipazioni di nozze e gli inviti agli ospiti possono essere realizzati con una carta di materiale riciclato all’interno del quale ci sono piccoli semi di piante e fiori. Gli ospiti che lo ricevono potranno piantarlo nel giardino di casa loro o nei vasi sul terrazzo.
La Wed Couture Weddings, Events  & Design propone anche un matrimonio con ricevimento in campagna, per chi ne ha la possibilità, dove piantare tutti insieme le partecipazioni, carino non trovate?
Oltre ad essere un’idea ECO a favore dell’ambiente è qualcosa di duraturo, un segno che resterà per sempre, a riprova delle nozze e dell’unione dei due sposi.
Se si ha la possibilità di piantare nel terreno si possono scegliere vere e proprie piante, in caso contrario semi di fiori permetteranno agli invitati di metterli in vaso e tenerlli sulle terrazze o balconi.
E per continuare con un matrimonio eco-friendly, o bio, che dir si voglia, utilizzate come centrotavola delle candele di soia non fanno fumo e durano un terzo del tempo in più.
Per le bomboniere potete scegliere quelle ecosolidali che sostengono i paesi poveri e per tutti gli addobbi floreali fiori che provengono dalle vostre zone e che non sono dovuti essere trasportati, o anche fiori in vaso che poi potrete piantare o regalare agli ospiti, così non moriranno.
La sposa può arrivare in bicicletta, oppure con una romantica carrozza e per finire, il suo abito. La proposta è di indossarne uno di Crabyon una fibra completamente biodegradabile e biocompatibile, anallergica.
Vi piace quest’idea? Potete trovare maggiori informazioni nel sito della Wed Couture. Ecco qui l’indirizzo http://wed-couture.com/ troverete tante soluzioni per quegli sposi che desiderano un matrimonio ECO.



domenica 10 aprile 2011

Eco, l’installazione ambientale che parla chiaro



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Inaugurata sabato scorso a Roma, Eco è una mostra-installazione ambientale che, nonostante sia incentrata sui multipli significati del prefisso eco, parla chiaro, mostrando un’alternativa alla realtà consumistica e bulimica, secondo un punto di vista sostenibile: quello del riciclo e del riuso.
Eco è un intervento collettivo delle artiste Michal BlumenfeldRosalba Bozzato e Rakele Tombini, curata da Susanna Horvatovicova. Si tratta di un’installazione ambientale che riflette e allude ai doppi sensi di eco, il prefisso destinato ad una stratificazione di significati polisemantici derivata dall’accostamento a diversi concetti chiave legati all’ambiente e alla società contemporanea.

L’installazione ambientale di Blumenfeld, Bozzato e Tombini risponde alla “tendenza contemporanea all’abuso di termini compositi come eco-logia, eco-sostenibilità, eco-sistema, eco-ambiente, eco-sviluppo, etc., spesso recepiti come echi confusi e lontani di problematiche mai risolte che incalzano e condizionano il progresso-regresso del nostro vivere quotidiano”.
L’intervento collettivo delle tre artiste si concentra sull’ecosostenibilità intesa come scambio di valore tra oggetto riusato ed oggetto riciclato. La sensibilità immateriale del riciclo, l’eco dell’eco, e’ data qui dalla “voce” dell’acqua: gocce d’acqua si muovono attorno ad un cerchio rappresentato da bicchieri di plastica usati e da un secchio, mentre un muro di oggetti riciclati diventa un’installazione autoreferenziale che esprime l’identità dell’oggetto attraverso la sua funzione nella seconda vita.
Complesso la concettualizzazione dell’eco dell’eco, ma le tre artiste ci riescono bene e catturano l’attenzione del visitatore. Se siete a Roma, passate a vedere l’installazione presso LaPortaBlu gallery: l’installazione è aperta fino al 26 aprile.


martedì 22 marzo 2011

venerdì 28 gennaio 2011

martedì 25 gennaio 2011

Biomassa: Teleriscaldamento di Tirano

Biomassa: Teleriscaldamento di Tirano: "Il calore generato dalla combustione delle biomasse può essere utilizzato anche per fornire una sorta di 'teleriscaldamento'. E' quanto avv..."

lunedì 24 gennaio 2011

sabato 22 gennaio 2011

Gruppo Acqua: un milione di firme e poi???...

Gruppo Acqua: un milione di firme e poi???...: "Un piccolo primato per la consultazione popolare contro la privatizzazione dei servizi idrici: 1 milione e 400 mila firme sono state infatti..."

venerdì 21 gennaio 2011

Bioelettricità: Celle a Combustibile Microbiche

Bioelettricità: Celle a Combustibile Microbiche: "Un progetto pilota guidato dalla Lebônê Solutions e dall’Università di Cambridge utilizza microbi nelle celle a combustibile per ..."

lunedì 17 gennaio 2011

Disastro ambientale a Porto Torres: la marea nera italiana di cui nessuno parla

"Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare...", cantava Lucio Dalla in una sua famosa canzone. E non ci sarebbero parole più appropriate per raccontare quello che sta succedendo in questi giorni nel Golfo dell'Asinara.

Un disastro ambientale dalle proporzioni ancora non misurabili, che sta avanzando inesorabile nel quasi totale silenzio dei media nazionali (se escludiamo la stampa locale, le associazioni ambientaliste e i siti internet tra cui noi di greenMe.it, che ne abbiamo dato notizia in tempo reale).

Chi scrive è nata e cresciuta in questa terra, la splendida Sardegna di cui si parla tanto in estate quando viene invasa dai vip, ma di cui ci si dimentica troppo spesso quando accadono cose che non interessano lo star system o il turismo di massa.

Ho mosso i miei primi passi nella spiaggia di Platamona, ricordo il litorale immenso, perdibile a vista d'occhio, le scene di vita quotidiana delle persone che fin dalla primavera affollano le spiagge, i cormorani, le impronte dei gabbiani sulla sabbia, le conchiglie. Tutte cose che si continuano a vedere anche oggi, nell'unica oasi di salvezza per noi sassaresi (ma anche portoterresi e sorsesi) che, nella stagione estiva, non amiamo gli ingorghi e le spiagge affollate.

Bene, tutto questo, da martedì scorso, non esiste più. Una fuoriuscita di petrolio, da una delle tubature che portano il carburante dal molo E.On (azienda tedesca produttrice di energia) alla termocentrale di Fiumesanto (Porto Torres), ha danneggiato ben 18 km di costa, inquinando prima il mare e poi le spiagge.

Davanti alle prime immagini ho provato tristezza, che via via si è trasformata in rabbia e indignazione davanti al peggioramento della situazione e al silenzio di media e istituzioni.

Un disastro di dimensioni incredibili e di cui, inspiegabilmente, non si parla. Perché?

Non è la Costa Smeralda, e lo sappiamo bene noi sardi che questo posto lo amiamo e che chiediamo tutela e valorizzazione per il litorale da decenni. No, qua non troverete personaggi famosi, discoteche, yacht. Solo una spiaggia libera lunga chilometri e qualche baretto qua e là in cui si vende Ichnusa e si può mangiare un buon panino.

Per questo forse non importa a nessuno. Ma ora vi svelo una cosa, per chi ovviamente non è pratico della zona: a pochi chilometri di distanza da Platamona troviamo la splendida spiaggia La Pelosa di Stintino, considerata tra le più belle al mondo e, proprio lì davanti, oltre l'Isola Piana, l'Asinara, compresa nell'area del Santuario dei Cetacei, dichiarata protetta da un accordo firmato da Francia, Italia e Monaco nel 1999 e poi ratificato da una legge italiana del 2001.

Sì, proprio quella dove gli operai della Vynils vivono ormai da 326 giorni, altra vicenda di cui si è riusciti a parlare solo grazie all'impegno delle persone comuni che hanno a cuore il futuro di queste famiglie. Un "parco di carta", come lo definisce Greenpeace, dove non esistono norme di sicurezza e limiti allo sviluppo industriale.

Ecco, proprio questi splendidi paradisi sono stati – per ora – risparmiati dal disastro solo grazie al vento di maestrale, che ha trasportato il petrolio verso est, verso Platamona e, in queste ultime ore, Castelsardo.

Forse, dico forse, se la marea nera avesse intaccato queste zone, ora lo saprebbe tutta Italia.

Almeno 18 quintali di petrolio dispersi in mare (ma forse molti di più), una chiazza che ieri (sabato, ndr) è stata avvistata anche vicino alla Corsica (forse il governo francese si muoverà di più?); cumuli di catrame sulle spiagge, che si appiccicano ai piedi degli oltre 150 uomini e donne che in questi giorni stanno ripulendo la zona, che uccidono pesci e penetrano in profondità nella sabbia.

Fino ad ora sono più di 1000 i sacchi raccolti ogni giorno, pieni di "palle gelatinose" di petrolio. Dei 18 km di spiaggia ne sono stati parzialmente ripuliti ad oggi (domenica, ndr) poco meno di 6. Un duro lavoro che difficilmente si concluderà in tempi brevi.

Com'è possibile che non se ne parli? Com'è possibile che un incidente simile sia stato inizialmente sottovalutato a tal punto da permettere che tutto il petrolio giungesse in mare e, successivamente, sulla spiaggia? Di chi sono le colpe?

Vogliamo sapere se ci sono stati ritardi negli interventi, perché i sistemi di prevenzione e di emergenza non hanno funzionato, perché le nostre coste, per l'ennesima volta, non sono state tutelate.

Sono queste le domande che ci stiamo ponendo e vorremmo che qualcuno rispondesse.

Perché non esistono spiagge di serie A e spiagge di serie B, perché un disastro ambientale di tali proporzioni dovrebbe interessare e preoccupare l'intera nazione, e dovrebbe essere punito.

Desideriamo che la nostra terra ritorni a sorridere, che ritrovi la propria dignità, che possa affidarsi ad energie nuove e pulite per crescere, e non essere schiava di petroliere, inquinamenti e interessi economici che poco portano al bene dell'isola.

Chi ha causato questa strage deve pagare. Rivogliamo il nostro mare, i nostri pesci, le nostre dune di sabbia. Ma soprattutto vogliamo delle risposte.

Per chi volesse sostenere la nostra causa, cliccando qui si può iscrivere al gruppo creato su Facebook e leggere la lettera che è stata inviata ai vertici della E.On, alle istituzioni e alle associazioni ambientaliste.

Cliccando qui potete invece vedere il video girato da Lello Cau (Presidente di Sardegna Ambiente) due giorni dopo il disastro ambientale di Porto Torres.

Bioriscaldamento: Ciclo del carbonio

Bioriscaldamento: Ciclo del carbonio: "Quanto carbonio si trova in atmosfera sotto forma di CO2? Quanto se ne è aggiunto negli ultimi 250 anni? E nel mare? Sembrano domande diffic..."

domenica 16 gennaio 2011

sabato 15 gennaio 2011

Speciale acqua 2011 Futuro risorsa, legge Ronchi, referendum

Tra abolizione degli Ato (Ambiti territoriali ottimali) e scadenze della legge Ronchi, il futuro della gestione dell'acqua avra' di fronte a se' un anno intenso.

Una questione che riguarda oltre 56 milioni di cittadini, regolati da 92 Ato, e su cui potrebbe esserci anche l'indizione di un Referendum abrogativo da svolgersi, eventualmente, entro giugno 2011.

Le regioni dopo la proroga di un anno dell'abolizione degli Ato contenuta nel decreto Milleproroghe, dovranno pensare a un 'supplente' di questi distretti idrografici.

In media ogni Ato, per il settore idrico, riguarda oltre 600.000 cittadini (617.094). Alla quota delle gestioni mancano pero' 23 affidamenti, sono affidate 69 (32 al nord, 17 al centro, 20 al sud).

I 92 Ato sono suddivisi tra 45 al nord, 19 al centro, 28 al sud. In totale le societa' affidatarie sono 114 (74 al nord, 19 al centro, e 21 al sud), la media nazionale e' di 1,7 per ogni Ato.

Per le scadenze legate al dl Ronchi, non oggetto di proroga, si parte dalle modalita' dell'affidamento. Le date limite sono due: la fine del 2010 per l'affidamento diretto non seguendo le normative Ue; la fine del 2011 seguendo le indicazioni Ue (si prosegue poi con altre regole al 2013 e al 2015).

I due provvedimenti nascono da esigenze diverse: per gli Ato il legislatore intendeva porre un freno ai costi della politica, mentre con il dl Ronchi ci si allinea alle direttive Ue. Su quella che da alcuni movimenti viene definita come la 'privatizzazione' della risorsa idrica, si aspetta ora la sentenza della Corte costituzionale che entro la meta' di febbraio dovra' esprimersi indicando i quesiti ammessi.